Aggressione a colpi di pistola a Bologna, grave un 36enne

Un 36enne di origine pachistana è stato ferito gravemente con tre colpi di pistola, in un agguato avvenuto ieri sera, poco prima delle 20, davanti a un minimarket in via Faccini, zona Navile a Bologna.

A quanto si apprende, è stato raggiunto da tre colpi: uno in pieno viso, uno all’inguine e l’ultimo a una gamba.

A sparare sarebbe stato un uomo che subito dopo l’aggressione è fuggito. Residenti e commercianti della via hanno dato l’allarme e in breve sono arrivati 118 e polizia.
    Il 36enne è stato portato all’ospedale Maggiore con il codice di massima gravità, mentre gli investigatori hanno eseguito i rilievi sul posto e avviato indagini per chiarire i contorni del tentato omicidio e identificare l’autore.

IN Emilia-Romagna gli adolescenti leggono di più della media dei loro coetanei italiani (il 62,5% legge libri al di fuori di quelli scolastici, rispetto alla media italiana del 53,8%), visitano più spesso mostre o musei (62,2% contro la media del 50,1%) e siti archeologici (45,1% siti archeologici contro il 40,2%).
    Il 38,2% è andato a teatro e il 32,6% a un concerto, rispetto al 33,2% e al 33,3% del dato nazionale.

Fanno anche più attività fisica (solo l’11,3% non fa alcun tipo di attività fisica rispetto al 18,1% in Italia).
    Sono alcuni dei dati contenuti nella XVI edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio in Italia, dal titolo ‘Senza filtri’, diffuso a pochi giorni dalla Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza – da Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.
    Gli adolescenti in Emilia Romagna sono il 6,7% della popolazione, 300mila in tutto, mentre le famiglie con adolescenti che hanno un solo figlio sono il 30,3%.
    In media, in Italia, nel 2024, oltre un adolescente tra 11 e 15 anni su 4 (il 26,1%) è a rischio povertà o esclusione sociale, con ampi divari tra Nord (15,2%), Centro (24,1%) e Mezzogiorno (41,9%), e tra chi ha la cittadinanza italiana (24,2%) e chi non ce l’ha (38%).

IL Decalogo per i Comuni cardioprotetti”, documento curato da Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) con il supporto del Servizio Emergenza-Urgenza della Regione Emilia-Romagna, è stato presentato all’assemblea dell’Anci in corso a Bologna.
    L’obiettivo è tradurre la cultura del primo soccorso e della defibrillazione precoce in azione concreta, offrendo a sindaci e amministratori locali indicazioni operative per costruire comunità più sicure.
    “Con l’aiuto dei Comuni possiamo salvare sempre più vite umane – dice l’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi – La cardioprotezione non è solo una misura sanitaria, ma un gesto di comunità perché unisce istituzioni, operatori sanitari e cittadini in un’alleanza per la vita”.
    Il decalogo, articolato in dieci punti, invita i sindaci a mappare le aree a maggior rischio individuando scuole, impianti sportivi, sedi comunali, mercati e stazioni per pianificare la distribuzione dei defibrillatori automatici esterni.

Ogni dispositivo deve essere installato in spazi pubblici accessibili 24 ore su 24, preferibilmente in teche con telecontrollo e geolocalizzazione, collegato alla rete del 118.
    Il documento incoraggia i Comuni a organizzare corsi base per l’uso dei defibrillatori rivolti a dipendenti pubblici, operatori di polizia locale, personale scolastico e volontari.
    Un altro aspetto riguarda i Piani comunali di protezione civile, con procedure dedicate e comunicazione ai cittadini attraverso cartellonistica e mappe interattive.

Nel primo semestre del 2025 l’economia dell’Emilia-Romagna è cresciuta dello 0,5%, in linea con la media nazionale.

Lo rileva la Banca d’Italia, segnalando un quadro di crescita contenuta ma stabile, con andamenti molto diversi tra i settori.

    Prosegue infatti la flessione dell’industria manifatturiera, penalizzata dal calo dell’export (-1,4%) e dalla debole domanda estera, mentre costruzioni e servizi restano in espansione, sostenuti dagli investimenti legati al Pnrr e dai flussi turistici in aumento.
    Il mercato del lavoro continua a dare segnali positivi: l’occupazione è cresciuta dell’1,7%, sebbene l’industria segni un arretramento. Il tasso di disoccupazione si attesta al 4,4%.
    I consumi familiari, spinti dal recupero del potere d’acquisto e da un’inflazione moderata, registrano un aumento dell’1%.
    Il credito al settore privato torna a crescere (+0,8%), trainato dai mutui abitativi in ripresa grazie al calo dei tassi. La situazione finanziaria delle imprese resta solida, con il 93% che prevede utili positivi. Lo scenario per i prossimi mesi rimane tuttavia incerto, con rischi legati alle tensioni geopolitiche e alla debolezza della manifattura.

***A CURA DEL COORDINAMENTO NAZIONALE ED INTERREGIONALE COMUNICAZIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA***

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