
“Quanto accaduto a Milano, in via Impastato, impone una presa di posizione chiara e senza ipocrisie.
Un soggetto armato punta una pistola contro agenti di Polizia impegnati in servizio. Gli agenti reagiscono per salvare la propria vita. Questo non è un “caso da chiarire”: è un episodio lampante di uso legittimo delle armi e di legittima difesa.
Eppure, ancora una volta, assistiamo al solito copione: l’automatica messa sotto accusa del servitore dello Stato. Iscrizioni nel registro degli indagati annunciate come atti dovuti ed a tutela del destinatario degli stessi, anche in totale assenza di sinanche un fumus di reato. Questo non è garantismo: è accanimento. È una messinscena giudiziaria che scarica sugli agenti il peso di una ideologia ostile all’autorità e all’ordine pubblico.
A tutto questo si aggiunge il vergognoso processo mediatico che si scatena ancor prima di qualunque accertamento serio.
Titoli ambigui, narrazioni distorte, insinuazioni costruite ad arte trasformano in poche ore chi ha difeso la propria vita in un colpevole da esporre alla gogna. È un meccanismo irresponsabile che avvelena il dibattito pubblico, delegittima le Forze dell’Ordine e fornisce copertura morale a chi vive ai margini della legalità.
Diciamolo chiaramente: senza mezzi termini, l’iscrizione nel registro degli indagati è una forzatura inaccettabile.
È una pratica che, sommata al processo mediatico, produce un effetto devastante: paralizza l’azione degli agenti, li rende esitanti nel momento in cui devono decidere in pochi secondi, e mette a rischio la sicurezza di tutti.
La Democrazia Cristiana sta senza tentennamenti dalla parte delle Forze dell’Ordine.
Chi indossa una divisa non può essere lasciato solo, né sul piano giudiziario né su quello mediatico. Lo Stato che permette la gogna preventiva dei suoi servitori è uno Stato che abdica alla propria autorità.
Basta con le sceneggiate giudiziarie, basta con i tribunali televisivi, basta con l’ideologia del sospetto verso l’uniforme.
Serve rispetto, serve responsabilità, serve il coraggio di dire che chi agisce per difendere la vita propria e altrui non deve essere trascinato nel fango.
Difendere le Forze dell’Ordine significa difendere la sicurezza dei cittadini e la credibilità dello Stato.
Su questo non arretreremo di un millimetro.”
—-a cura del Coordinamento nazionale ed interregionale della comunicazione della Democrazia Cristiana f.f—-

