

CERVIA – Recuperare la pineta storica e trasformarla in una risorsa per il futuro della città. È questa l’idea lanciata da Luca Corelli, candidato consigliere comunale della lista civica “Cervia Byzantina”, che propone un progetto di rigenerazione dell’ex area pinetata in chiave produttiva e didattica.
Morge: Corelli, da dove nasce questa proposta sulla pineta di Cervia?
Corelli: Nasce da una riflessione storica e territoriale. La pineta cervese, fino alla fine dell’Ottocento, era molto più estesa e soprattutto produttiva. Non era solo un elemento paesaggistico, ma una risorsa concreta per la comunità: legname, pinoli, gestione del sottobosco e un equilibrio ambientale molto più attivo rispetto a oggi.
Morge:Oggi però la situazione è completamente diversa. Cosa è cambiato secondo lei?
Corelli: Nel corso del Novecento il territorio ha subito trasformazioni profonde: esigenze belliche, cambi d’uso agricoli, frammentazione progressiva dell’area. Una parte dell’ex pineta è stata destinata ad altri utilizzi, e nel tempo si è persa una visione d’insieme. Oggi abbiamo l’occasione di recuperarla in modo moderno e sostenibile.
Morge: Lei parla di un progetto produttivo. In cosa consisterebbe concretamente?**
*Corelli:* L’idea non è tornare al passato, ma reinventarlo. Non avrebbe senso oggi puntare sui pinoli come un tempo, anche per problemi fitosanitari. Invece proponiamo la creazione di una pineta reimpiantata in parte con pino marittimo e domestico, destinata alla coltivazione del Tuber borchii, il tartufo bianchetto.
Morge:Quindi una vera e propria tartufaia?**
*Corelli:* Esatto, una tartufaia controllata e produttiva, ma anche didattica. Non sarebbe solo un’attività agricola, ma un progetto integrato: ambiente, economia locale e formazione. Ci sono già esperienze simili in Emilia-Romagna che funzionano bene, penso all’Associazione Tartufai Ravenna e alla Pineta di San Vitale da loro gestita.
Morge: Che ruolo avrebbero scuole e cittadini in questo progetto?
Corelli: Centrale. L’idea è creare un vero e proprio “laboratorio a cielo aperto”. Le scuole potrebbero visitare l’area, imparare come si gestisce un ecosistema, come si coltiva il tartufo e come si tutela il territorio. Anche le associazioni e i cittadini potrebbero partecipare a percorsi guidati.
Morge:La Regione sembra andare nella stessa direzione. È così?**
*Corelli:* Sì, la Regione Emilia-Romagna sta sostenendo le tartufaie didattiche con bandi specifici. Questo dimostra che non è un’idea isolata, ma una direzione già tracciata. Cervia può inserirsi pienamente in questo percorso.
Morge:Qual è il beneficio per la città, in sintesi?
Corelli: È un beneficio duplice: da un lato economico e produttivo, perché si crea una nuova filiera locale; dall’altro culturale e ambientale, perché si restituisce valore a un’area importante del territorio. E in più si rafforza l’identità di Cervia, che già oggi è legata al sale e ad altre eccellenze.
Morge:Quindi non un ritorno al passato, ma uno sguardo al futuro?*
Corelli: Esattamente. Non si tratta di nostalgia, ma di visione. Recuperare la storia della pineta per trasformarla in una risorsa contemporanea, sostenibile e utile alla comunità.
—-a cura del Coordinamento nazionale ed interregionale della comunicazione della Democrazia Cristiana—-

