
Negli ultimi mesi stanno arrivando segnali che non possiamo più ignorare.
Anche la cronaca locale racconta di attività che chiudono e di operatori che parlano apertamente di difficoltà legate al degrado e alla sicurezza. Non sono episodi isolati, ma campanelli d’allarme.
I numeri ufficiali lo confermano: oltre 18.000 richieste di intervento alla Polizia Locale nel 2025 indicano una pressione crescente sul territorio.
E di fronte a questi dati, una domanda è inevitabile.
Chi ha governato Cervia negli ultimi anni, può davvero presentarsi oggi in campagna elettorale parlando di sicurezza come se fosse un tema nuovo?
I problemi non nascono all’improvviso. Crescono nel tempo, quando non vengono affrontati con decisione.
Non bastano più le rassicurazioni. Non basta dire che “va tutto bene”.
Serve presenza vera, controllo del territorio e ascolto continuo di cittadini e operatori.
Quando un’attività chiude, non è mai solo una scelta individuale. È un segnale. E ignorare i segnali è l’errore più grave.
Io in questi anni non sono rimasto a guardare. Ho raccolto segnalazioni, ho dato voce ai cittadini, ho cercato soluzioni concrete.
Ora serve un passo in più.
Cervia deve tornare a essere un luogo dove lavorare è possibile, vivere è sicuro e investire ha senso.
È il momento di smettere di rincorrere i problemi e iniziare davvero ad affrontarli.
—-a cura del Coordinamento nazionale ed interregionale della comunicazione della Democrazia—-

