Bene l’operazione delle Forze dell’Ordine nella zona stazione. Bene gli arresti. Bene il segnale dato.
Chi vive quell’area aveva bisogno di vedere che lo Stato c’è.
Ma diciamolo chiaramente: un blitz non cambia la vita quotidiana di chi da mesi segnala degrado, spaccio e insicurezza.
Se in una sola area si arriva a quattordici arresti, significa che il problema è strutturato. E qui non possiamo non sorridere: il sindaco definisce tutto questo una “piccola piazza di spaccio”. Per chi conosce la zona, le famiglie e i commercianti, è evidente quanto quella definizione minimizzi la realtà e rischi di far sembrare tutto sotto controllo, quando invece non lo è.
Il segretario provinciale Morgese commenta:
“Apprezziamo il lavoro straordinario delle Forze dell’Ordine, ma non possiamo fermarci al blitz. La città ha bisogno di presidio costante e reale, non di sicurezza percepita per qualche giorno. I cittadini vogliono poter tornare a vivere i loro quartieri senza paura, e le istituzioni devono garantirlo ogni giorno.”
La proposta concreta è semplice: coordinare stabilmente Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Locale, Polizia Provinciale e Polizia Ferroviaria, con 2-4 unità per corpo, organizzate su turnazioni integrate, per garantire almeno due pattuglie operative h24 nella zona della stazione.
I residenti vogliono poter portare i bambini al parco senza timori. I commercianti vogliono aprire le loro attività senza paura di furti, risse o spaccio sotto il portone. I cittadini vogliono normalità, non operazioni che durano pochi giorni e poi lasciano il vuoto.
Stefano Bandini, responsabile dei rapporti con le Forze di Polizia, dando voce alla condizione di profondo disagio vissuta dai cittadini, rimarca:
“i residenti sono stanchi di assistere a blitz sporadici o ad ancor più rari interventi c.d. ad alto impatto mediatico. Non è certo con la spettacolarizzazione dell’azione di polizia che si garantiscono la vivibilità e la sicurezza della città. I residenti, da anni, chiedono di vedere pattuglie presenti ogni giorno, 24 ore su 24, a protezione di chi vive onestamente e lavora. Due pattuglie h24 non sono un lusso: sono il minimo necessario. Tutto il resto è solo percezione. Noi pretendiamo sicurezza reale, non set cinematografici di circostanza”.

—-a cura del Coordinamento nazionale ed interregionale della comunicazione della Democrazia Cristiana—–

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