
Ecco come ricorda la. Mamma Giovanni Morgese vice segretario regionale della DC in Emilia Romagna :
“Ricordare mia mamma non è un esercizio di memoria, ma un atto d’amore che continua a respirare.
È rivederla seduta accanto a me quando il mondo dei libri sembrava troppo grande e lei lo rendeva abitabile, parola dopo parola, concetto dopo concetto, studiando per me e con me, pur di non lasciarmi fermare. È ricordarla come una maestra autentica, di quelle che non trasmettono solo nozioni, ma lasciano tracce. I bambini diventati adulti, oggi professionisti, che ancora la salutano con riconoscenza sono la misura silenziosa della sua grandezza.
È ricordarla come il filo che teneva uniti i fratelli, non per dovere ma per naturale autorevolezza, come un faro che orienta senza abbagliare. Nei momenti importanti della mia vita c’era sempre: discreta, solida, una presenza che non chiedeva spazio eppure lo colmava.
Resta ora un vuoto che non si può arredare né colmare, un vuoto profondo, proporzionato all’amore ricevuto. Eppure, dentro quel vuoto vive la sua eredità: il modo in cui penso, studio, resisto, amo. Lei continua nei miei gesti inconsapevoli, nelle parole che scelgo, nella forza che trovo quando sembra mancare.
Non se n’è andata davvero. Ha solo cambiato posto: ora abita in ciò che sono diventato”.
****a cura del Coordinamento nazionale ed interregionale della comunicazione della Democrazia Cristiana****

