“Nessuna confusione di competenze, ma il Comune deve fare la propria parte”

La Democrazia Cristiana ritiene “doveroso fare chiarezza sul tema della sicurezza, partendo da un dato giuridico incontestabile: la sicurezza pubblica e l’ordine pubblico sono competenze dello Stato, attraverso il Ministero dell’Interno, il Prefetto, il Questore e le Forze dell’Ordine”.

questo principio – si legge nella nota inviata alla stampa -. La tutela dell’incolumità dei cittadini, la prevenzione e repressione dei reati, il mantenimento dell’ordine pubblico e la gestione delle emergenze di rilievo nazionale appartengono alle competenze statali.

Ma proprio per evitare equivoci occorre distinguere la sicurezza pubblica dalla sicurezza urbana.

La sicurezza pubblica riguarda la protezione delle persone e dei beni da minacce e pericoli, come reati, violenze e situazioni di rischio, ed è affidata principalmente allo Stato.

La sicurezza urbana, invece, rappresenta quel livello di tutela della qualità della vita dei cittadini che coinvolge direttamente gli enti locali: prevenzione del degrado, vivibilità degli spazi pubblici, controllo del territorio, contrasto delle situazioni che favoriscono illegalità e insicurezza.

È la stessa normativa a riconoscere questo ruolo ai Comuni. La legge 65/1986, che disciplina la Polizia Locale, attribuisce agli agenti funzioni di polizia amministrativa e giudiziaria nell’ambito dei compiti assegnati. Inoltre il decreto legge 14/2017, convertito nella legge 48/2017, introduce il concetto di sicurezza urbana quale bene pubblico da tutelare attraverso interventi degli enti territoriali finalizzati alla vivibilità, al decoro e alla prevenzione dei fenomeni di illegalità.

Per questo motivo è corretto chiedere allo Stato più risorse per le Forze dell’Ordine, ma è altrettanto corretto ricordare che un’amministrazione comunale non può considerarsi estranea alla sicurezza del proprio territorio” scrivono.

Giovanni Morgese, segretario provinciale della Democrazia Cristiana, dichiara:

“Riconosciamo pienamente il ruolo dello Stato e delle Forze dell’Ordine nella sicurezza pubblica. Ma la legge affida ai Comuni un ruolo preciso nella sicurezza urbana. Chi amministra una città deve utilizzare tutti gli strumenti disponibili: dalla Polizia Locale alla prevenzione del degrado, dalla presenza sul territorio alla collaborazione con le istituzioni preposte”.

Stefano Bandini aggiunge:

“Dire che la repressione non basta è una frase condivisibile solo se non diventa un modo per evitare il problema. Nessuno chiede soltanto repressione: chiediamo prevenzione, regole chiare e la certezza che chi aggredisce, delinque o compromette la sicurezza dei cittadini trovi una risposta delle istituzioni”.

La Democrazia Cristiana ribadisce quindi che non esiste una contrapposizione tra prevenzione e controllo, tra sociale e legalità. Una città sicura nasce dalla collaborazione tra Stato e Comune, ciascuno secondo le proprie competenze.

“Il cittadino – conclude la DC – non chiede polemiche sulle competenze: chiede istituzioni presenti e capaci di assumersi le proprie responsabilità”.


A cura del Coordinamento nazionale ed interregionale della comunicazione della Democrazia Cristiana

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