
La Democrazia Cristiana interviene dopo la chiusura dell’inchiesta della Procura di Ravenna sulle alluvioni che hanno colpito la Romagna nel 2023 e nel 2024.
“Esprimiamo pieno rispetto e apprezzamento per il lavoro della Procura della Repubblica – dichiara il Segretario provinciale della Democrazia Cristiana, Giovanni Morgese –. È doveroso che venga fatta piena luce su una tragedia che ha sconvolto migliaia di famiglie, imprese e amministrazioni. L’accertamento della verità rappresenta un atto di giustizia nei confronti di un territorio che ha pagato un prezzo altissimo.”
Morgese ribadisce che sarà esclusivamente la magistratura a valutare eventuali responsabilità penali, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.
«Proprio perché crediamo nello Stato di diritto, non spetta alla politica sostituirsi ai giudici. Ma sarebbe altrettanto sbagliato ignorare il tema delle responsabilità politiche. Sono due piani distinti, che non devono essere confusi.»
Secondo la Democrazia Cristiana, la riflessione non può limitarsi esclusivamente agli aspetti tecnici.
«Se dovessero emergere gravi carenze nella prevenzione, nella manutenzione del territorio o nella programmazione degli interventi – prosegue Morgese – sarebbe politicamente difficile sostenere che ogni responsabilità ricada esclusivamente sui dirigenti e sui tecnici. I funzionari pubblici hanno certamente un ruolo fondamentale, ma operano nell’ambito degli indirizzi, delle priorità e delle risorse stabilite dagli organi politici.»
Sulla stessa linea interviene il dirigente della Democrazia Cristiana Stefano Bandini.
«In uno Stato moderno la distinzione tra politica e gestione amministrativa è un principio da difendere, ma non può trasformarsi in un alibi. La politica decide quali opere finanziare, quali interventi considerare prioritari, come programmare la manutenzione del territorio e dove destinare le risorse pubbliche. Per questo riteniamo che non sia credibile immaginare una totale separazione tra eventuali responsabilità gestionali e le scelte di indirizzo compiute da chi ha governato il territorio.»
Per Bandini, “la Romagna merita una riflessione seria, libera da contrapposizioni ideologiche ma anche da qualsiasi tentativo di scaricare ogni responsabilità sulla struttura tecnica. Quando sono in gioco la sicurezza dei cittadini e la tutela del territorio, ciascuno deve assumersi fino in fondo il proprio ruolo.”
La Democrazia Cristiana conclude ribadendo che l’accertamento giudiziario dovrà seguire il suo corso nel pieno rispetto delle garanzie previste dalla legge, ma sottolinea come la vicenda imponga anche una profonda assunzione di responsabilità sul piano politico.
“Le tragedie non possono essere archiviate come semplici fatalità – conclude Morgese –. I cambiamenti climatici impongono interventi sempre più efficaci, ma proprio per questo la prevenzione, la manutenzione e la programmazione diventano responsabilità ancora più rilevanti. La Romagna ha bisogno di verità, giustizia e di una classe dirigente che abbia il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, senza lasciare che siano soltanto i tecnici a pagare il prezzo di scelte che, per loro natura, appartengono anche alla politica.”
A cura del Coordinamento nazionale ed interregionale della comunicazione della Democrazia Cristiana

