

COMUNICATO STAMPA
Non tutti sanno in città che le più belle abitazioni di edilizia pubblica offerte alle famiglie alla ricerca di un lavoro e di un solido futuro nel nostro territorio, furono edificate intorno agli anni 60 alla Sacca per volere di Amintore Fanfani sei volte presidente del Consiglio. Il cd “Piano Fanfani”.
Si chiama Villaggio Canaletto e la bellezza delle case e di tutto l’insieme abitativo, sta nell’essere state progettate avendo ben in mente il rispetto per l’essere umano, i valori della famiglia e della sana convivialitá e socialità. Sono ancora oggi sane e ben tenute si da far invidia alle case sociali e popolari di recente edificazione. In alcune di esse sono state cambiate le facciate a seguito del piano 110%.
Non l’hanno mai saputo ovvero hanno fatto finta di non saperlo i tanti amministratori pubblici che hanno governato la città fino al mese di Giugno dell’anno scorso ed alcuni di loro siedono ancora nelle assemblee consiliari e di giunta, altrimenti avrebbero messo impegno per la salvaguardia anche storica ma soprattutto vitale benessere del villaggio e di tutta la Sacca con la cura dell’arredo e del corredo urbano e con l’aggiunta di verde publico a corollario perfetto ed ideale.
Sono necessari nuovi alloggi in città? Meglio un piano nazionale a cui anche i parlamentari modenesi avrebbero dovuto guardare presentando un progetto di Legge in Parlamento. Invece, le città come Modena sono state costrette a impegnare proprie risorse economiche od a distrarle da altri investimenti più utili al bene generale della cittadinanza, quelle nazionali ed europee.
Oggi fra le strade modenesi sono ben visibili brutti e costosissimi casermoni pubblici perlopiù di colore grigio che si ammalorano nel giro di pochi anni dopo la loro edificazione.
Un piano casa nazionale potrebbe essere verosimilmente meno costoso e anche meno onoreso per i contribuenti, di tutti i singoli piani locali.
Scopo del Piano Fanfani fu quello di realizzare edilizia residenziale pubblica su tutto il territorio italiano. Il piano, noto anche come piano INA CASA, Una casa per uno, una casa per tutti, fu realizzato tra il 1949 e il 1963. L’intervento voleva favorire, oltre al rilancio dell’attività edilizia, anche l’assorbimento di un considerevole numero di disoccupati e la costruzione di alloggi per le famiglie a basso reddito.
La cittadinanza modenese, compresa quella della Sacca, dovrebbe essere orgogliosa di questa realtà vitale e dei valori che ha espresso nel tempo e che tutt’oggi esprime attraverso le famiglie che lo hanno abitato e da quelle che ancora lo abitano: lavoro, senso civico, socialità e comunità, rispetto del prossimo e generosità verso chi ha più bisogno, amore con impegno verso il proprio abitato e la città. E, non da ultimo, bellezza, bellezza ed ancora bellezza che significa rispetto, rispetto ed ancora rispetto!
ARMANDO CABRI
Segretario Provinciale della Democrazia Cristiana Modena