La Democrazia Cristiana interviene con una nota stampa sul gravissimo episodio avvenuto nel pomeriggio di ieri, 16 maggio 2026, nel pieno centro cittadino di Modena.

Con un comunicato rilasciato congiuntamente da Giovanni Morgese, vice segretario regionale per l’Emilia-Romagna e segretario provinciale di Ravenna, e da Stefano Bandini, responsabile provinciale di Ravenna per i rapporti con le forze di polizia, la DC esprime la propria vicinanza e solidarietà alle persone rimaste coinvolte nel grave episodio delittuoso e alle loro famiglie.

L’autore del gesto, fermato in flagranza di reato mentre tentava di darsi alla fuga, è risultato essere di origine marocchina e cittadino italiano di seconda generazione.

Morgese e Bandini sottolineano come la dinamica dell’accaduto abbia immediatamente fatto pensare a un attentato terroristico, eventualmente portato a compimento da un cosiddetto “lupo solitario”, sulla falsariga di altri episodi analoghi nelle modalità esecutive che da alcuni anni si ripetono soprattutto in Germania.

Le immagini registrate dalle videocamere di sorveglianza installate lungo le strade sono rapidamente circolate sui social network, mostrando un’auto che accedeva alla ZTL di Modena e che, a fortissima velocità, saliva sul marciapiede investendo i pedoni presenti, facendoli letteralmente volare in aria, tentando poi di ripetere la manovra fino a quando il conducente terminava la propria corsa schiantandosi contro un edificio.

Morgese e Bandini affermano che gli inquirenti, che sin da subito hanno avviato le investigazioni per la precisa ricostruzione dei fatti, riusciranno a chiarire l’evento nella sua interezza, anche con riferimento alle origini e alle motivazioni del gesto e all’eventuale matrice terroristica.

I due esponenti della Democrazia Cristiana rimarcano inoltre il quotidiano lavoro svolto dalle forze dell’ordine per garantire nelle nostre città il massimo livello di sicurezza contro le minacce di tipo terroristico o radicalizzato, affermando che occorre mantenere sempre alto il livello delle attività di prevenzione e contrasto rispetto a questa tipologia di pericoli.

Per quanto riguarda Ravenna, Morgese e Bandini chiedono con fermezza un immediato cambio di passo nell’affrontare l’ormai annosa e consolidata situazione di degrado venutasi a creare nella zona dei Giardini Speyer, della stazione ferroviaria e della Darsena. Non è attraverso sporadici interventi, siano essi operazioni spettacolarizzate finalizzate a un successo puramente mediatico oppure ripetute azioni di contrasto condotte in maniera scollegata tra loro, anche sotto il profilo temporale, che si può riacquistare il pieno controllo del territorio.

Morgese e Bandini ribadiscono che, per rendere Ravenna più sicura, l’attività di repressione deve essere costante nel tempo. Fondamentale è inoltre il ruolo della Magistratura nel continuare ad assicurare la certezza della pena e, soprattutto, deve essere contestualmente svolta un’essenziale e imprescindibile azione di prevenzione. In tale ambito, gli interventi delle forze di polizia e della Polizia Locale devono essere pienamente coordinati, attraverso l’istituzione di presidi fissi della Polizia Locale nelle aree più problematiche, l’installazione di telecamere di sorveglianza e l’analisi in tempo reale dei flussi video registrati, così da individuare immediatamente eventuali situazioni di criticità. Occorre inoltre attivare, sia sul territorio sia presso le scuole, una specifica azione educativa da parte dei servizi sociali locali.

Per quanto riguarda la certezza della pena, Morgese e Bandini precisano infine come sia fondamentale anche l’opera del legislatore, che dovrebbe intervenire, nei casi più gravi, modificando la normativa vigente al fine di eliminare qualsivoglia margine di discrezionalità del giudice in merito all’applicazione della misura coercitiva del carcere.

—-a cura del Coordinamento nazionale ed interregionale della comunicazione della Democrazia Cristiana—-

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